Era ora dirà qualcuno, peccato qualcun altro, però nulla ci può far pensare ad altro.
Il 21 settembre passeremo all' autunno, e inevitabilmente il caldo ci lascerà per far posto a temperature sempre più miti per arrivare poi a quelle basse basse, dove rimpiangeremo quelle di quest'estate calda.
In estate è difficile allenarsi, o ci si allena al mattino presto, o alla sera tardi, e questo per me è uno dei problemi principali della preparazione, al mattino carburo poco e alla sera non rendo come dovrei, io amo la pausa pranzo, ma d'estate è impossibile.
Però qualcosa ho fatto, 2 uscite da 23km, una da 26 e vari allenamenti misti tra saliscendi con cambi di ritmo naturali e ripetute al massimo di 1km.
Ora a 58 giorni da New York, e con il clima più favorevole, siamo pronti per affrontare una preparazione adeguata.
Buone corse a tutti.
Diabolik
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giovedì 3 settembre 2009
sabato 6 giugno 2009
due debutti divertenti
E' passata una settimana, ormai, e mi spiace scrivere solo adesso, ma ho avuto poco tempo.
Iniziamo dal primo debutto, il 31 maggio a Parma, entro in scena nel duathlon.
Mamma mia, arrivo a Parma, nel campus universitario, tra l' altro molto bello, c'è di tutto per fare sport, trovo Stefano, Bianca, reduce dalla notte del Passatore, infatti poi non parteciparà alla gara, Carla, Francesco, Angela e Massimo. Ritiro il pettorale e aspetto l' arrivo del capitano anche perchè deve farmi il briefing, essendo quasi all' oscuro delle regole da rispettare per i cambi. Il capitano arriva, mi spiega le cose principali, entriamo in zona cambio a depositare bici, casco e occorrente, facciamo qualche centinaio di metri di riscaldamento e partiamo.
Prima frazione di corsa, due giri da 2,350 metri.....parto a razzo, d'altra parte la corsa è la mia specialità, corro intorno ai 3'30/km, cambio in 13° posizione, salgo sulla bici e inizia il calvario, ho la bici da 20 giorni per 3 uscite di complessivi 130 km, mi passano tutti come se fossero in moto, penso ma questi come c......fanno ad andare così, più o meno prima della boa mi raggiunge il capitano con appena doetro Stefano, mi risucchiano i miei due minuti di vantaggio, il ritorno verso il cambio è infinito, ma ci arrivo finalmente, subito dietro Max che mi ha preso anche lui, riparto per la corsa, pensavo peggio, invece la gambe girano, corro i 2350 metri mancanti a 3'34/km, concludo la prova e penso a quanto mi sono divertito.
Era tanto che non mi divertivo così, forse anche perchè questi primi mesi podistici sono stati negativi, ma ci voleva proprio.
Secondo debutto: martedi 2 giugno gran fondo eddy merckx, a rivalta di brentino belluno, nel veronese.
Scelgo il percorso corto, 90 km, corto si fa per dire per me, anche qui senza velleità di risultato mi diverto, trovo Stefano e Bianca, già a cena lunedi sera a Verona, e i miei fedeli amici Fabio e ConteCipo direttamente martedi alla partenza.
Si parte alle 9, un casino, non mi ero mai trovato con 1000 ciclisti insieme, mamma mia che paura, dopo i primi 30 km tranquilli con qualche saliscendi si affronta la salita di 7 km, mi metto il rapporto più idoneo e salgo salgo tanto da superare il mitico Re Leone Mario Cipollini, Eddy Merckx, il conte cipo e scollino, per poi dirigermi verso l'arrivo con un percorso nervoso.
Cosa mi resta di questi due debutti...... il gran divertimento di entrambi, e un pensiero........adesso sotto con la bici e poi.........................................................vedremo.
Diabolik, per un giorno duabolik.
Iniziamo dal primo debutto, il 31 maggio a Parma, entro in scena nel duathlon.
Mamma mia, arrivo a Parma, nel campus universitario, tra l' altro molto bello, c'è di tutto per fare sport, trovo Stefano, Bianca, reduce dalla notte del Passatore, infatti poi non parteciparà alla gara, Carla, Francesco, Angela e Massimo. Ritiro il pettorale e aspetto l' arrivo del capitano anche perchè deve farmi il briefing, essendo quasi all' oscuro delle regole da rispettare per i cambi. Il capitano arriva, mi spiega le cose principali, entriamo in zona cambio a depositare bici, casco e occorrente, facciamo qualche centinaio di metri di riscaldamento e partiamo.
Prima frazione di corsa, due giri da 2,350 metri.....parto a razzo, d'altra parte la corsa è la mia specialità, corro intorno ai 3'30/km, cambio in 13° posizione, salgo sulla bici e inizia il calvario, ho la bici da 20 giorni per 3 uscite di complessivi 130 km, mi passano tutti come se fossero in moto, penso ma questi come c......fanno ad andare così, più o meno prima della boa mi raggiunge il capitano con appena doetro Stefano, mi risucchiano i miei due minuti di vantaggio, il ritorno verso il cambio è infinito, ma ci arrivo finalmente, subito dietro Max che mi ha preso anche lui, riparto per la corsa, pensavo peggio, invece la gambe girano, corro i 2350 metri mancanti a 3'34/km, concludo la prova e penso a quanto mi sono divertito.
Era tanto che non mi divertivo così, forse anche perchè questi primi mesi podistici sono stati negativi, ma ci voleva proprio.
Secondo debutto: martedi 2 giugno gran fondo eddy merckx, a rivalta di brentino belluno, nel veronese.
Scelgo il percorso corto, 90 km, corto si fa per dire per me, anche qui senza velleità di risultato mi diverto, trovo Stefano e Bianca, già a cena lunedi sera a Verona, e i miei fedeli amici Fabio e ConteCipo direttamente martedi alla partenza.
Si parte alle 9, un casino, non mi ero mai trovato con 1000 ciclisti insieme, mamma mia che paura, dopo i primi 30 km tranquilli con qualche saliscendi si affronta la salita di 7 km, mi metto il rapporto più idoneo e salgo salgo tanto da superare il mitico Re Leone Mario Cipollini, Eddy Merckx, il conte cipo e scollino, per poi dirigermi verso l'arrivo con un percorso nervoso.
Cosa mi resta di questi due debutti...... il gran divertimento di entrambi, e un pensiero........adesso sotto con la bici e poi.........................................................vedremo.
Diabolik, per un giorno duabolik.
sabato 23 maggio 2009
Trooppo caldo
Soffro terribilmente questo caldo, spuntato all' improvviso.
In questa settimana ho fatto solo 2 uscite di allenamento, giovedì e venerdì, in entrambi i casi 10km, ma ho soffrto il caldo come fare 3 maratone di seguito.
Martedì e mercoledì mi sono dedicato alla bici, domenica 31 maggio esordisco nel duathlon di Parma, chissà e mi chiedo anche ma chi me lo ha fatto fare.
Penso di divertirmi, che poi alla fine è quello che voglio.
Vi terrò aggiornati in settimana.
Diabolik
In questa settimana ho fatto solo 2 uscite di allenamento, giovedì e venerdì, in entrambi i casi 10km, ma ho soffrto il caldo come fare 3 maratone di seguito.
Martedì e mercoledì mi sono dedicato alla bici, domenica 31 maggio esordisco nel duathlon di Parma, chissà e mi chiedo anche ma chi me lo ha fatto fare.
Penso di divertirmi, che poi alla fine è quello che voglio.
Vi terrò aggiornati in settimana.
Diabolik
martedì 12 maggio 2009
cronaca di un ritiro......annunciato.
Praga 10 maggio 2009, ore 10.37, km 25
Qui finisce la mia maratona.
Già la mattina le premesse non erano delle migliori, colazione normale, un giro fuori dall' albergo, giornata calda già alle 8 del mattino.
Con il mio amico Cipo, verso le 8.20 ci incamminiamo verso la partenza, in Piazza dell' Orologio, a circa 300 metri, già parecchi runners si scaldano, si preparano, si parlano..........io e il Cipo invece, non ci scaldiamo, pensiamo di usare i primi km per riscaldarci, incontriamo Luca Speciani, scambiamo due parole e entriamo nella nostra griglia di partenza.
Alle 9 lo sparo.
Già al 2° km sento che il motore fa fatica a girare, non ero molto allenato, sapevo che non potevo andare oltre i 3'55/km, e infatti parto prudente, cioè al ritmo prefissato, il caldo si sente, per fortuna ogni 2,5 km c'è un ristoro con le spugne, sennò avrei finito anche prima.
Il percorso è un susseguirsi di saliscendi, cavalcavia e sottopassi, e per la mia condizione non era il massimo, intanto i km passano, arrivo alla mezza e passo molto regolare, 1'22'40, neanche male, e ora inizia la testa a non rispondere più, tanto che i successivi 2 km li corro a 4'05 e 4'10, manca la testa, la chiave del ritiro, la testa mi convince che non posso andare avanti, le gambe non rispondono seguendo quello che dice la testa, al km km 23 incrocio Ale e gli annuncio il mio prossimo ritiro, km 24 4'15, è la fine, al 25° prima di salire sul ponte che portava al di là del fiume, salto le transenne, esco dal percorso, lancio uno sguardo al cielo, penso e ripenso, la mia maratona è finita.
Mi siedo per terra, affranto dalla delusione, resto li per 5 minuti, poi torno alle transenne e aspetto il passaggio di Ale, che neanche vedo, e torno verso l'albergo.
Nel tornare ripenso a questi mesi, all' infortunio di febbraio, al ritiro della stramilano, ad oggi......proprio un periodo negativo, la canotta ROAD sudata, ma non portata all' arrivo, come a Milano, una delusione vedersi fuori, una delusione perchè era meglio correre anonimi, da liberi, tanti pensieri che oltrepassano la realtà, che ti portano in un mondo irreale, forse era meglio neanche venirci, pensavo che era meglio restare a Milano, correre alla montagnetta, correre il trofeo Massari, invece ero qui solo con il mio ritiro.
Dopo la solita doccia che manda via sempre tutti i dolori, torno all'arrivo, aspetto Ale, ma neanche qui riesco a vederlo e lo ritroverò dopo in albergo stanco, ma contento di averla finita con tanta voglia di portare a casa la medaglia. Il fattore mentale, la voglia di farcela, quello che mi è mancato, quello che mi ha bloccato.
Oltre alla delusione, comunque mi resta il fatto di aver rivisto una città sempre molto bella, e il desiderio di correre sempre verso un traguardo che alla fine prima o poi dovrà tornare ad essere mio.
Diabolik
Qui finisce la mia maratona.
Già la mattina le premesse non erano delle migliori, colazione normale, un giro fuori dall' albergo, giornata calda già alle 8 del mattino.
Con il mio amico Cipo, verso le 8.20 ci incamminiamo verso la partenza, in Piazza dell' Orologio, a circa 300 metri, già parecchi runners si scaldano, si preparano, si parlano..........io e il Cipo invece, non ci scaldiamo, pensiamo di usare i primi km per riscaldarci, incontriamo Luca Speciani, scambiamo due parole e entriamo nella nostra griglia di partenza.
Alle 9 lo sparo.
Già al 2° km sento che il motore fa fatica a girare, non ero molto allenato, sapevo che non potevo andare oltre i 3'55/km, e infatti parto prudente, cioè al ritmo prefissato, il caldo si sente, per fortuna ogni 2,5 km c'è un ristoro con le spugne, sennò avrei finito anche prima.
Il percorso è un susseguirsi di saliscendi, cavalcavia e sottopassi, e per la mia condizione non era il massimo, intanto i km passano, arrivo alla mezza e passo molto regolare, 1'22'40, neanche male, e ora inizia la testa a non rispondere più, tanto che i successivi 2 km li corro a 4'05 e 4'10, manca la testa, la chiave del ritiro, la testa mi convince che non posso andare avanti, le gambe non rispondono seguendo quello che dice la testa, al km km 23 incrocio Ale e gli annuncio il mio prossimo ritiro, km 24 4'15, è la fine, al 25° prima di salire sul ponte che portava al di là del fiume, salto le transenne, esco dal percorso, lancio uno sguardo al cielo, penso e ripenso, la mia maratona è finita.
Mi siedo per terra, affranto dalla delusione, resto li per 5 minuti, poi torno alle transenne e aspetto il passaggio di Ale, che neanche vedo, e torno verso l'albergo.
Nel tornare ripenso a questi mesi, all' infortunio di febbraio, al ritiro della stramilano, ad oggi......proprio un periodo negativo, la canotta ROAD sudata, ma non portata all' arrivo, come a Milano, una delusione vedersi fuori, una delusione perchè era meglio correre anonimi, da liberi, tanti pensieri che oltrepassano la realtà, che ti portano in un mondo irreale, forse era meglio neanche venirci, pensavo che era meglio restare a Milano, correre alla montagnetta, correre il trofeo Massari, invece ero qui solo con il mio ritiro.
Dopo la solita doccia che manda via sempre tutti i dolori, torno all'arrivo, aspetto Ale, ma neanche qui riesco a vederlo e lo ritroverò dopo in albergo stanco, ma contento di averla finita con tanta voglia di portare a casa la medaglia. Il fattore mentale, la voglia di farcela, quello che mi è mancato, quello che mi ha bloccato.
Oltre alla delusione, comunque mi resta il fatto di aver rivisto una città sempre molto bella, e il desiderio di correre sempre verso un traguardo che alla fine prima o poi dovrà tornare ad essere mio.
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