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martedì 2 novembre 2010

Quanti ricordi

In questa settimana che precede la partenza per New York mi vengono in mente tanti ricordi delle varie partecipazioni passate nella "grande mela".
Quest'anno siamo a 14.
Mi vengono in mente la prima maratona, nel 1997, che poi è stata la mia prima maratona in assoluto ed anche l'unica in tante edizioni fatte corsa sotto il diluvio dal 25° km alla fine.
Mi ricordo l'emozione di quei 500 metri finali, quando rientri nel parco e vedi la finish line e concretizzi il fatto che l'hai finita, non posso non ricordare il 2000, ancor oggi l'anno della mia miglior prestazione a NY, il 2001, due mesi soli dopo la grande tragedia delle torri, una maratona dal sapore morto particolare, corsa con il pianto, ma anche con la forza di rinascere di quella splendida città, il 2003 con l'indian summer, quasi 30 gradi, l'anno dove, forse, ero meglio preparato ma il caldo mi ha ucciso, e non solo a me, il 2006, l'anno della decima, con una grande festa nel dopo gara insieme a tantissimi amici in un locale texano, il 2009 con il gruppone della mia società, dove non solo la gara ma anche i tanti appuntamenti hanno tenuto in piedi una trasferta memorabile.
Ed eccoci a quest'anno, pronti a partire dopodomani con tanta, tanta voglia di correre, tanta voglia di essere già lì, tanta voglia di rivedere central park e tanto tanto ancora.......
Vi terrò aggiornati da NY, domenica ore 9.40 sparo del cannone, pettorale 2224 si parte e dopo.....h... si arriva.

new york, where the world comes to run.

Diabolik

sabato 23 ottobre 2010

La gioia di far correre

Il mondo della corsa è, ormai, da circa tre anni anche il mio lavoro.
E lavorarci sta diventando anche piacevole.
Lavorare non è solo vendere scarpe, abbigliamento, accessori.... è anche aiutare qualcuno a raggiungere degli obbiettivi.
Molta gente che entra in negozio,lo fà perchè è all'inizio del suo cammino podistico, chiede consigli, aiuti su come svolgere allenamenti, si inizia a parlare di corsa e tutto mi questo mi avvolge in una voragine di parole che non smetterei più di parlare.
A giugno ho iniziato a seguire un ragazzo che partiva da zero, ma da zero intendo da zero metri, ha incominciato, si è fatto prendere dalla passione, e dopo un mesetto si presenta in negozio e mi chiede: " io vorrei correre una mezza"..... da lì abbiamo incominciato un cammino che lo ha portato domenica scorsa a Cremona ad affrontare la sua prima mezza, una mezza col botto, 1h41....quando solamente tre mesi fà, manco faceva un metro.
La soddisfazione è stata tanta, durante questi mesi, non pochi sono stati i momenti di sconforto, gli allenamenti che non venivano, i test fatti anche con difficltà, gli adattamenti a determinati ritmi, insomma è stata dura ma il cammino è stato vincente, e non c'è altro che può darti gioia che vedere una persona che hai aiutato essere al settimo cielo.
Questo è solo uno dei vari esempi che potrei portare, non ultimo la gioia di vedere chi prima si allenava, perchè si allenava, non posso dire di no, ma magari si allenava male o con poca voglia di soffrire, ma oggi è totalmente cambiata e oggi ha raggiunto obbiettivi prima quasi impensabili.
Correre è una gioia, un piacere, far correre è ancora più bello, non smettete di farlo.

Diabolik

martedì 19 ottobre 2010

NY 2010 : ormai manca poco

E ci risiamo.
18 giorni alla maratona di New York.
Quest'anno sarà la mia 14° presenza, dal 97 non ne salto una.
Forse può sembrare esagerato, forse può sembrare pazzo, forse può sembrare snob, forse può sembrare tanta altre cose, ma correre sulle strade della "grande mela" , per me, ha un sapore particolare.
Quando ci andai per la prima volta alla maratona di NY, non pensavo che ne avrei corse così tante tutte in fila, ma ogni anno, quando aprono le iscrizioni, sono lì, pronto a inserire i dati e iscrivermi.
Le ho provate tutte, correrla per il tempo, correrla per allenamento,correrla....e basta.
Quest'anno ci provo, non sarà facile, l'adattamento alla città, il fuso orario, l'attesa alla partenza, gli imprevisti che una maratona ti può portare, ma io ci voglio provare, io voglio tentarci.
NY 2009: arrivo
Proverò a scendere sotto quel muro delle 2h40, ma se poi arriverà un 2h42/43 andrà bene lo stesso, forse non avrà lo stesso sapore, ma sarà sempre una grande gioia. E se non arrivasse un buon risultato, ma chissà, sicuramente non sarò contento, ma che devo fare, aspettiamo il 7 novembre e vedremo.
Insomma un'altra sfida alla mela è partita, e speriamo di "morsicarla" fino in fondo....

Diabolik

martedì 28 settembre 2010

42195 metri a Berlino

Svegliarsi la mattina e vedere che sta diluviando non è il massimo della vita sapendo che dopo qualche ora bisognerà correre una maratona.
Sinceramente ho anche pensato di girarmi dall'altra parte del letto e non correre, ma è durato solo un attimo, che eccomi in piedi e inizio la vestizione per la gara.
Nell'hall dell' hotel, il discorso comune è la pioggia, fortunatamente l' intensità è diminuita, l' appuntamento con i compagni di "merende" è alle 7.15, la metropolitana che ci porta verso la partenza è a 150 metri, e si inizia ad assaporare la fresca mattina berlinese, nel frattempo incomincia ad entrarmi quella voglia di correre che mi prende talmente tanto che manco mi accorgo di quanto piove ancora.
In zona partenza, migliaia di maratoneti sono alla ricerca della propria tenda per depositare la borsa, le file ai bagni sono kilometriche, la pioggia continua a scendere e mi incammino verso la mia "gabbia" di partenza.
Ero nella prima "gabbia", la A, quella con i top runners, tanto che davanti a me partono i pacer del passaggio alla mezza in 1h02, da paura, da brivido vedersi un cartello così davanti.
Alle 9.03 precise il colpo di pistola, con il mio staff, che mi ha seguito in questi mesi, si era deciso di partire a 3'48/3'50/km, il percorso è scorrevole, bisognava solo stare attenti alle migliaia di pozzanghere, i km scorrono uno dopo l' altro, mi sembra di far girare le gambe abbastanza bene, non guardo intorno, sono molto concentrato tanto da non accorgermi neanche di passare in Alexanderplatz, intorno al 20° km vedo un'amica romana, Patty, che è in attesa del fidanzato, dove lo accompagnerà per la seconda mezza, mi incita e mi scatena una forte adrenalina, anche perchè so che alla mezza ci sono i miei supporters, passo alla mezza in 1h20, più o meno in tabella come da programma, fino al 25° km tutto procede bene, ma dietro l'angolo in una maratona si nasconde sempre qualcosa, una spia si accende, incomincio a rallentare di qualche secondo, le gambe non girano più bene, continua a piovere e inizio a sentire freddo, al 27° circa vedo una metro, la tentazione di prenderla e ritirarmi mi viene, ma mi convinco ad andare avanti, il km successivo lo corro in 4'07, un'altra fermata della metro mi chiedo dov'è, la vedo ma riesco a non prenderla, vado avanti, mi dico di andare al 30° e poi mi fermo, ma la crisi come è arrivata se n'è anche andata, la testa ha lavorato benissimo, torno a correre sotto i 4/km, le gambe si riprendono, al freddo sopraggiunge una sensazione di benessere e i km tornano a scivolare via abbastanza velocemente, al 40° riesco ancora ad andare a 4, ormai mi dico manca poco, continuo a parlarmi, penso a chi ancora ha tanti km da fare dietro di me, continuo a credere nel risultato, 41° km si entra nel vialone di arrivo, la porta di Brandeburgo si vede in lontananza, passarci sotto a 400 metri dall'arrivo è stato molto emozionante, rettilineo finale, vedo il crono a 2'44'40, provo a "sprintare" per stare sotto le 2'45, ma sono ancora lontano, le gambe reggono, sembrano volare dopo 42km, una sensazione unica, ma non ci riesco e chiudo in 2h45'02. Peccato ma la gioia supera ogni cosa, è fatta, un telo per coprirmi, la medaglia, il bacio alla stessa, il recupero della borsa, lo spogliatoio, tutto viene fatto con un'emozione fortissima, aver vinto la crisi mi ha dato una carica eccezionale.
Sembra banale, ma posso sicuramente concludere dicendo, Berlino : muro abbattutto.

Diabolik

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