Domenica si corre la stramilano, stramilano dei 50000, stramilanina e stramilano agonistica.
Tre competizioni che bloccheranno Milano dalle 9 alle 13, il milanese non podista saprà accettare la città chiusa per così tanto tempo?
Certo una volta era diverso, la stramilano dei top runners era al sabato pomeriggio, in pieno centro, diversi andate e ritorno tra Piazza del Duomo e Porta Venezia, la stramilano amatori si correva la domenica mattina alle 8.30, prima delle varie non competitive, ed era meglio, molto meglio.
Adesso bisogna aspettare le 10.45 e se la giornata è anche calda, di certo ciò non aiuta chi cerca la prestazione, l'attesa della partenza, inoltre non aiuta, abituati a gareggiare la mattina presto.
Un altro punto da considerare è proprio come la città viene coinvolta in queste manifestazioni, certo non è la maratona, dove la città non la accetta quasi per niente, la stramilano ha un fascino, ha una storia, ha una cultura, anche se domenica mattina non sarà difficile trovare il classico automobilista che deve andare a prendere il giornale a 100 metri da casa rigorosamente in macchina, parcheggiando in seconda fila, magari nell'edicola di viale Papiniano, per poi ovviamente andare a prendere l'aperitivo in piazza Wagner, dove la ricerca del parcheggio lo costringerà a farsi due o tre giri dell'isolato, ma l' importante è andarci in auto, l'importante è imprecare contro quei disperati che corrono in mutande e maglietta, alla ricerca di cosa poi, tanto non vinceremo mai la gara, perchè questo è il pensiero di questa gente che strombazza agli incroci e non può godersi una sana domenica in macchina per spostarsi di quasi 500 metri......e mica si può andare a piedi....no???
Ma noi correremo, ci prenderemo le nostre soddisfazioni, sapendo che tuttavia noi un risultato lo raggiungiamo, mentre loro, loro forse no, anche se pensano che gli scemi siamo noi.
Ci si vede domenica, cara Stramilano.
Diabolik
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mercoledì 23 marzo 2011
lunedì 21 marzo 2011
Roma da pacer : un museo a cielo aperto
"Fare l'assistente di gara vuol dire correre per gli altri, chi vuol correre per se stesso eviti di farlo e corra per se stesso", cosi il prof. Fulvio Massini introduce l' incontro con chi si deve prender cura di far fare il tempo agli altri.
Niente di piu' giusto, questo e' l'assistente di gara, o pacemaker che dir si voglia.
Un assistente di gara deve conoscere il percorso, deve sapere dove si puo' guadagnare e dove si puo' perdere, dove incitare e dove soprassedere, deve saper passare i rifornimenti a piu' maratoneti possibili, deve saper tenere l'entusiasmo nel gruppo che si forma.
Fare il pacer delle 3 ore ha i suoi risvolti positivi ma anche e soprattutto quelli negativi.
Perche' dico questo? Perche' 3 ore e' il muro da abbattere, e' il sogno di tanti scendere sotto le 3 ore, quindi l'obbiettivo e' 2.59.59 perche' quel sogno si avveri.
Roma e' un percorso difficile, molto affascinante, molto suggestivo, passare tra i vari monumenti che il mondo ci invidia non ha prezzo, e come dico nel titolo, la maratona di Roma e' un museo a cielo aperto.
La prima parte del percorso si puo' considerare scorrevole, diciamo che fino al 23^ km il percorso e' praticamente pianeggiante, si snoda tra l'ostiense, la basilica di San Paolo, Testaccio, San Pietro con la citta' del Vaticano e lo stadio Olimpico....poi una parte un piu' cupa fino al 32^ per ritornare in centro dove le bellezze della capitale si presentano in tutto il suo splendore.
E qui la maratona presenta il suo conto.
Iniziano i sanpietrini, sconnessi, sempre spaccapiedi e caviglie, i muscoli risentono della fatica, le salitelle di della fontana di Trevi, del Campidoglio, del Circo Massimo e la finale del Colosseo mettono a dura prova i maratoneti e in tutto questo gli assistenti di gara devono saper moderare il ritmo lungo il percorso al meglio per poter far arrivare i propri "angeli" nel miglior modo possibile.
Il gruppo delle 3 ore e' formato da chi puo' andar piu' forte e da chi ci tenta anche se l'impresa e' difficile, e proprio per questo si parte in 500 e si arriva forse in 15, perche' chi ne ha dopo il 30^ se ne va, mentre chi e' alla canna del gas si perde sperando di poter fare tesoro di quello che ha messo in cascina.
Ieri noi 5 assistenti abbiamo fatto il meglio di quello che si potava fare, abbiamo cercato di essere il piu' costanti possibili, siamo passati in 1.29.45 alla mezza, considerando che la seconda parte era piu' dura, abbiamo tenuto il gruppo piu' compatto possibile finche' abbiamo potuto, abbiamo spronato la gente ai bordi ad incitare i nostri passaggi, e devo dire che Roma ha risposto molto positivamente, abbiamo chiuso in 2.59.50, quello che dovevamo fare.
Un' altra giornata che mi ha dato molta soddisfazione.
Spero di aver regalato emozioni e sogni.
Alla prossima,
Diabolik
Niente di piu' giusto, questo e' l'assistente di gara, o pacemaker che dir si voglia.
Un assistente di gara deve conoscere il percorso, deve sapere dove si puo' guadagnare e dove si puo' perdere, dove incitare e dove soprassedere, deve saper passare i rifornimenti a piu' maratoneti possibili, deve saper tenere l'entusiasmo nel gruppo che si forma.
Fare il pacer delle 3 ore ha i suoi risvolti positivi ma anche e soprattutto quelli negativi.
Perche' dico questo? Perche' 3 ore e' il muro da abbattere, e' il sogno di tanti scendere sotto le 3 ore, quindi l'obbiettivo e' 2.59.59 perche' quel sogno si avveri.
Roma e' un percorso difficile, molto affascinante, molto suggestivo, passare tra i vari monumenti che il mondo ci invidia non ha prezzo, e come dico nel titolo, la maratona di Roma e' un museo a cielo aperto.
La prima parte del percorso si puo' considerare scorrevole, diciamo che fino al 23^ km il percorso e' praticamente pianeggiante, si snoda tra l'ostiense, la basilica di San Paolo, Testaccio, San Pietro con la citta' del Vaticano e lo stadio Olimpico....poi una parte un piu' cupa fino al 32^ per ritornare in centro dove le bellezze della capitale si presentano in tutto il suo splendore.
E qui la maratona presenta il suo conto.
Iniziano i sanpietrini, sconnessi, sempre spaccapiedi e caviglie, i muscoli risentono della fatica, le salitelle di della fontana di Trevi, del Campidoglio, del Circo Massimo e la finale del Colosseo mettono a dura prova i maratoneti e in tutto questo gli assistenti di gara devono saper moderare il ritmo lungo il percorso al meglio per poter far arrivare i propri "angeli" nel miglior modo possibile.
Il gruppo delle 3 ore e' formato da chi puo' andar piu' forte e da chi ci tenta anche se l'impresa e' difficile, e proprio per questo si parte in 500 e si arriva forse in 15, perche' chi ne ha dopo il 30^ se ne va, mentre chi e' alla canna del gas si perde sperando di poter fare tesoro di quello che ha messo in cascina.
Ieri noi 5 assistenti abbiamo fatto il meglio di quello che si potava fare, abbiamo cercato di essere il piu' costanti possibili, siamo passati in 1.29.45 alla mezza, considerando che la seconda parte era piu' dura, abbiamo tenuto il gruppo piu' compatto possibile finche' abbiamo potuto, abbiamo spronato la gente ai bordi ad incitare i nostri passaggi, e devo dire che Roma ha risposto molto positivamente, abbiamo chiuso in 2.59.50, quello che dovevamo fare.
Un' altra giornata che mi ha dato molta soddisfazione.
Spero di aver regalato emozioni e sogni.
Alla prossima,
Diabolik
lunedì 28 febbraio 2011
Alla Roma Ostia dal cilindro esce sempre qualcosa
La Roma Ostia e' una gara che mi piace troppo e riesco sempre a tirar fuori qualcosa di magico.
Sapendo che non ero al massimo della condizione, sapendo che qualcosa mi frenava mentalmente, la paura di saltar per aria era veramente tanta, anche se, poi doveva essere, solo una tappa di avvicinamento alla Stramilano di fine marzo.
Invece la RomaOstia riesce sempre a strabiliarmi, a farmi trovare sensazioni particolari, a farmi correre veloce, a farmi invertare quello che in altre gare non riesco a trovare.
Infine vorrei fare i complimenti all'organizzazione della gara, il G.S. Bancari Romani, impeccabile come sempre, che tra l'altro, ha portato alla partenza circa 700 soci, alla grande prestazione di Anna Incerti, vincitrice della gara femminile con una prestazione eccezionale, e a chi, nonostante un allenamento precario delle ultime settimane ha portato a termine una gara che mai avrei pensatoe mi ha ha dato un'altra grande soddisfazione.
Sapendo che non ero al massimo della condizione, sapendo che qualcosa mi frenava mentalmente, la paura di saltar per aria era veramente tanta, anche se, poi doveva essere, solo una tappa di avvicinamento alla Stramilano di fine marzo.
Invece la RomaOstia riesce sempre a strabiliarmi, a farmi trovare sensazioni particolari, a farmi correre veloce, a farmi invertare quello che in altre gare non riesco a trovare.Sabato sera mi guardo allo specchio, intendiamoci non per vanita', si sono bello lo so, e mi dico: " forza, domani tira fuori quello che hai dentro", e in quel momento decido di partire forte, come va va.....
Il nuovo percorso, molto piu' veloce, secondo me, mi permette di partire fortissimo, la partenza e' in discesa, poi un giro dell'EUR, alcune curve a gomito, ma si scorre molto rapidamente, fino a riimmettersi nel vecchio percorso tra il terzo e il quarto km, dove inizia la lunga cavalcata verso il mare di ostia, 16km dritti, senza una curva con quache saliscendi ma velocissimi....sempre se ne hai...ovviamente.
Entro nalla gabbia di partenza, gia' affollata alle 8.45, molto concentrato, convinto sempre di partire forte, alle 9.15 circa lo start, giu' per la discesa, primo km a 3'20, forte ma sempre in discesa, poi mi assesto intorno ai 3'30/km, e i km scorrono, sono solo, un gruppetto e' avanti a me di 30 metri, ma non riesco a rientrare, non voglio rientrare, corro la mia gara in solitaria, arrivo alla famosa salita del camping, posta ora all'11^ km, la fatica inizia a sentirsi, la mia partenza sconsiderata anche, salgo a 4'05, lento, forse un po', ma non mollo, anzi scatta la molla del non arrendersi mai, la lunga discesa si avvicina, 3'22 il parziale del km, e adesso ancora 9 km, i piu' veloci, strapiatti, forse in leggera anche se impercettibile discesa, 3'34, 3'35,3'34...e via via un sesseguirsi di km, fino al 18^ dove faccio i primi conti e ho la percezione di poter andare sotto l'1.16, e mancano solo3km, non posso crollare ora, non saro' mica pazzo....
Si arriva ad Ostia, dove fino all'anno scorso, iniziava la parte difficile, l'avanti e indietro sul lungomare, dove il vento riusciva a farti perdere parecchi secondi, quest'anno solo 280 metri di andirivieni, e con poco vento.
E' fatta, l'arrivo e' li davanti a me, 100 metri, ormai ci sono, la gioia e' veramente incontenibile, 1.15.25, nuovo di pb di categoria MM45, e chi mai l'avrebbe detto, non ci credo di avercela fatta.
Infine vorrei fare i complimenti all'organizzazione della gara, il G.S. Bancari Romani, impeccabile come sempre, che tra l'altro, ha portato alla partenza circa 700 soci, alla grande prestazione di Anna Incerti, vincitrice della gara femminile con una prestazione eccezionale, e a chi, nonostante un allenamento precario delle ultime settimane ha portato a termine una gara che mai avrei pensatoe mi ha ha dato un'altra grande soddisfazione.Ed ora, sotto con la Stramilano.......passando da...........non lo so ancora......
Diabolik
mercoledì 9 febbraio 2011
Dove, quando e.......
E' un pò di giorni che ci penso.....
Avevo un 'idea all'inizio dell'anno, preparare la Roma Ostia in maniera decente, ma sono partito con il piede sbagliato, i primi 10 giorni dell'anno non mi sono praticamente mai allenato, forse 30 km in tutto, poi mi sono messo di buona lena e ho iniziato a prepararmi seriamente, stavo andando anche abbastanza bene, quando verso la fine di gennaio inizio a non stare bene, gli allenamenti diventavano pesanti e difficili da recuperare, una leggera influenza ha poi contribuito a rallentare ancor di più il tutto, ed oggi dopo 10 giorni circa ancora non mi sento in perfette condizioni, non di forma, quella lasciamo perdere, ma fisiche.
Avevo un 'idea all'inizio dell'anno, preparare la Roma Ostia in maniera decente, ma sono partito con il piede sbagliato, i primi 10 giorni dell'anno non mi sono praticamente mai allenato, forse 30 km in tutto, poi mi sono messo di buona lena e ho iniziato a prepararmi seriamente, stavo andando anche abbastanza bene, quando verso la fine di gennaio inizio a non stare bene, gli allenamenti diventavano pesanti e difficili da recuperare, una leggera influenza ha poi contribuito a rallentare ancor di più il tutto, ed oggi dopo 10 giorni circa ancora non mi sento in perfette condizioni, non di forma, quella lasciamo perdere, ma fisiche.
| pensando......R-O o alla Stramilano? |
A questo punto, un dubbio mi attanaglia..... continuare e cercare ancora nella Roma Ostia quel time che vorrei, o usare la R-O come allenamento, e tentare tutto sulla stramilano, compromettendo poi magari la preparazione per la maratona primaverile?
Giornate come oggi, o come quella di domenica mi fanno sperare ancora nella R-O, ma quando il ritmo si avvicina a quello gara, la testa non risponde come dovrebbe.
Vorrei essere un indovino e vedere come andrà a finire prima del tempo......
ma alla fine, anche no, correre è bello in qualsiasi modo, condizione e volontà.......
quindi lascerò fare al caso.... e vedremo che succederà.
Diabolik
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