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martedì 13 novembre 2012

New York 2012, una vacanza inaspettata.

E' stata proprio una vacanza, dalla partenza al termine del viaggio.
Giovedi 1 novembre, giorno della partenza, i voli su New York sono ormai tutti confermati, il mio volo prevede scalo a Bruxelles, dove arrivo dopo 1 oretta di volo da malpensa, 2 ore di attesa e il volo sn501 della brussel airlines spicca il volo verso il JFK dove atterra dopo circa 8 ore di volo con una precisione svizzera.
All'immigration ci attende molta coda, d'altronde dopo 2 giorni di chiusura, bisogna smaltire gli arrivi anche dei voli riprotetti.
All'uscita troviamo una giornata soleggiata, un leggero venticello, ma molto gradevole, il taxi che ci porta a Manatthan scorre veloce sulle strade quasi deserte, d'altronde la benzina scarseggia e quindi se ne fa uso con parsimonia. L'ingresso in citta' ci immerge in quello che e' effettivamente accaduto, la metropolitana viaggia a singhiozzo, i tunnel sono chiusi e il servizio di bus sostitutivo per chi deve tornare a Brooklyn ha code kilometriche, non scherzo, penso di non aver mai visto una coda cosi lunga di gente in attesa.
Altro, sinceramente, non ho visto, un po' il fuso orario, un po' la stanchezza, ci fanno andare a mangiare e andare a letto presto, in attesa dell'arrivo con altro volo degli altri compagni di casa.
Venerdi mattina, complice il mio polpaccio contratto non esco a correre, quindi non vedo il parco chiuso e la gente che corre lungo il perimetro esterno.
Alle 10 ci incamminiamo verso l'expo marathon, tutto come gli altri anni, si ritira il pettorale e trovo anche il patch e il pettorale della mia 15esima maratona finita a NY, una bella sorpresa, un giro veloce fra gli stand e si esce. Quest'anno niente Paragon, il tempio dei runners newyorchesi, e' chiuso per mancanza di corrente, tutta lower manatthan dalla 30esima in giu' e' al buio da lunedi sera, la situazione e' grave, piu' di quello che effettivamente credevo e si iniziano a sentire le prime lamentele, soprattutto degli abitanti di Staten Island, che sono al buio, al freddo,senza cibo e benzina.
Girovando il pomeriggio , un po' per Times Square e dintorni, decidiamo di andare a vedere effettivamente Lower Manatthan, con la metro fino alla 34, limite di percorrenza e poi a piedi in giu', ma il nostro viaggio si ferma alla stazione metro della 34, quando una ragazza si avvicina, ci guarda e ci dice: " The marathon has been cancelled".
Credo ad una bufala, non voglio credere ad una sconosciuta con tanto di sacchetto con pettorale in mano, si cerca uno starbucks in fretta e furia, per attivare il wifi, si trova velocemente, ci si collega e si scopre che la notizia e' reale, la maratona non si corre.
In un primo momento, ci prende lo sconforto, vado a fondo con le notizie e scopriamo che dalla mattina il "NY POST" attacca Bloomberg, attacca la maratona che ha i generatori di corrente al parco e non dove manca la luce, generatori che avrebbero dato luce a 400 famiglie contro i 350000 ancora senza luce, attacchi, direi infondati, attacca anche noi che siamo andati per correre in una citta' colpita da un urugano, che avremmo potuto aiutare anziche' correre, e cosi anche altri quotidiani seguono questa onda, tanto e' vero che Bloomberg, venerdi alle 17.18 decide di annullare la maratona, decisione presa solo da lui e non, come si dice in giro, anche da Mary Wittemberg, che gia' mercoledi sera, alla presentazione dei top runners all' hotel hilton aveva dichiarato che la maratona era ancora in forte dubbio, cancellando tutti gli eventi collaterali alla maratona, ma tenendo in piedi solo expo e ovviamente maratona.
Il mio telefono intanto impazzisce, dall'italia mi arrivano decine di sms sull'annullamento, sono un po' in trans, e rispondo a tutti con un semplice "si e' vero".
Dopo un 'oretta passata a parlare della cancellazione, ormai siamo a ny, scatta il piano B, la maratona non si corre, quindi niente carico di carboidrati e mi dedico a mangiare porcherie, fish&chip, il mio piatto preferito diventa un'assoluta passione, accompagnati da buona birra fresca.
Sabato mattina, ormai sempre senza maratona, cambia il programma, si esce e ci si dedica a visitare zone della citta' ancora sconosciute, dopo un giro nel lower, ormai la corrente e' tornata, venerdi sera alle 17.20, stranamente pochi minuti dopo la cancellazione della maratona, vado a trovare il mio amico giovanni del bar pitti, che ha riaperto dopo 5 giorni. Si e' visto costretto a buttare un sacco di roba, ma devo dire che l'ha presa bene e molto filosoficamente.
Il pomeriggio e' dedicato alla visita di Harlem, un quartiere anni fa difficile, ma oggi visitabilissimo e anche molto carino, dove si vede una ny diversa dai grattacieli e dal lusso di poche vie piu' sotto dell'upper west.
I runners sono arrivati praticamente tutti e organizzano per domenica mattina una corsa all'interno del parco, ormai riaperto, di due giri, pari a circa 20km, io invece organizzo di correre gli ultimi 17 km della maratona, che andando da casa al queensboro e ritorno fanno altrettanti 20.
Domenica mattina alle 9 partiamo per andare al queensboro, di corsa lenta, arriviamo al quennsboro e partiamo da quello che sarebbe stato il 16 miglio, poche centinaia di metri e una signora ci urla come se la maratona ci fosse davvero, mai mi sarei aspettato di trovare del tifo sulla first avenue, la strada scorre, scopro della presenza di una pista ciclabile sulla first, mai vista anche perche' durante la maratona ' piena di gente quindi invisibile, piu' saliamo verso il bronx, e piu' vediamo code di macchine, macchine che sono in coda ai distributori di benzina, gente a piedi con le taniche, se ci fosse stata la maratona questa gente li non poteva esserci, altri disagi per chi, da pochi giorni, si e' visto passare un uragano davanti agli occhi.
Passiamo nel bronx, un'altra signora ci urla dalla macchina, ci incita e incita le ragazze con noi," GO GIRLS", rientriamo a manatthan, percorriamo le miglia che ci separano dal parco e al suo ingresso, sulla 90esima, troviamo una vera e propria invasione di gente che corre, di gente che urla, di gente che ha preparato i rifornimenti, una giornata storta trasformata in una giornata di festa, in una giornata diversa, qualcuno indossa il pettorale lo stesso, qualcuno anche il chip, ma tutti corrono e si divertono, qualcuno fara' anche 4 giri e un po' che fanno le 26.2 miglia della maratona, uno spettacolo inverosimile, uno scenario splendido.
il viaggio prosegue fino a martedi, dove prima di salire sull'aereo, una signora mi guarda e mi dice " sorry", si scusava perche' la maratona e' sta cancellata e il nostro viaggio era stato fatto a vuoto.
In conclusione, sapete tutti, quanto io amo NY e la sua maratona, non a caso ci sono stato per ben 16 volte, sono il primo a dire che e' un businnes, un businnes da 380milioni di dollari per la citta' di ny, evento che fattura piu' del natale, ma non credo che ci abbiano fatto andare la apposta, io credo che Bloomberg ci volesse veramente far correre, ma purtroppo anche in america la politica conta, purtroppo le elezioni del presidente erano troppo vicine alla maratona, purtroppo i generatori usati dalle varie emittenti televisive in times square e in rockfeller plaza non sono stati nominati per dare la corrente alla popolazione, solo quelli del NYRR andavano bene, ma alla fine quello che conta che l'anno prossima si tornera' per correre la mia 16bis, con pettorale confermato o da confermare, poco importa, NY val bene un viaggio ed e' stato giusto che non si sia corso.




Diabolik

2 commenti:

  1. deve essere stato uno scenario un po' irreale .. spiace soprattutto per chi aveva speso un sacco di soldi per andarci..
    ciao

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  2. un vero peccato. però penso abbiano preso la decisione più saggia. se pero l'avessero comunicato prima.......

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